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Cos'è la comunicazione affettiva?


COS'È LA COMUNICAZIONE AFFETTIVA?
Dott. Danilo Toneguzzi

 

Parlando o scrivendo in merito alla comunicazione affettiva, molto spesso viene sollevata la questione: “Ma cos’è la comunicazione affettiva?”
Beh, la comunicazione affettiva è la comunicazione che avviene all’interno delle relazioni affettive.
“Ed è diversa dalla comunicazione in generale?”
La risposta è si!
La comunicazione affettiva è diversa dalla comunicazione in senso generale perché il contesto - quello affettivo - ha delle caratteristiche molto precise, che lo rendono specifico e particolare.

Cosa significa questo?
Per comprendere la comunicazione affettiva dobbiamo partire dall’idea che non tutte le relazioni sono uguali.
Nel rapporto con gli altri, possiamo avere, ad esempio, delle interazioni che non non si possono nemmeno definire relazioni, in quanto puramente occasionali; oppure possiamo avere delle relazioni superficiali, le relazioni sociali, con i cosiddetti “conoscenti”; oppure possiamo avere delle relazioni ben più significative ed importanti: queste relazioni sono diverse perché implicano un senso di legame con l’altra persona, che viene percepita come insostituibile. Quest’ultime sono le cosiddette relazioni affettive, quelle, cioè, che sentiamo come parte integrante della nostra vita. Ad esempio la relazione con i genitori, oppure la relazione con i figli, oppure la relazione tra amici o la relazione con il partner ecc.
Ecco, queste sono le relazioni più importanti, quelle a cui teniamo di più e che caratterizzano la nostra vita. Le relazioni affettive, quando funzionano bene, conferiscono alla nostra vita una qualità ricca e nutriente, oppure, se presentano delle difficoltà, possono generare molta sofferenza.

Di fatto, una cosa è certa: la posta in gioco nelle relazioni affettive è molto alta!

Nelle relazioni affettive mettiamo in campo, infatti, bisogni personali, autentici e profondi e tendiamo ad avere aspettative completamente diverse rispetto alle altre relazioni più superficiali; quindi, se la comunicazione non tiene conto di questo, la relazione rischia facilmente di danneggiarsi, tra incomprensioni, delusioni e conflitti.

Nelle relazioni affettive mettiamo campo il nostro bisogno di sentire vicino qualcuno, nella nostra vita, che sta dalla nostra parte, che ci comprende, che risponde adeguatamente alle nostre necessità e, soprattutto, che c’è e che ci sarà per noi anche domani. Questi bisogni, che nascono dal senso di legame, sono proprio quelli che danno inevitabilmente alla comunicazione una nota specifica. E quando la comunicazione riflette queste necessità, la relazione normalmente funziona bene, cresce e si sviluppa al meglio. Quando, invece, la comunicazione non tiene conto di questi aspetti rischiamo di manifestare nei nostri rapporti reciproche incomprensioni, venendosi a generare molta sofferenza, con tutto quello che questo comporta. Non è così raro osservare vere e proprie guerre che si scatenano proprio tra persone affettivamente legate… Vi ricordate il famoso film “La guerra dei Roses”? E purtroppo la realtà, spesso, supera la fantasia…

La comunicazione affettiva, quindi, non è una comunicazione “affettuosa”, o tantomeno “sdolcinata”, come il termine affettiva potrebbe lasciare intendere; ma è la comunicazione che si sviluppa dalla consapevolezza e soprattutto dalla conoscenza di quelle che sono le dinamiche che si muovono all’interno delle relazioni intime e significative della nostra vita.

La comunicazione affettiva non è un insieme di tecniche particolari, ma è una vera e propria competenza che nasce dalla comprensione di ciò che si muove all’interno dei rapporti di legame, importanti, quelli che entrano a far parte della nostra vita e che caratterizzano un’intera esistenza.

Credo che tutto questo è abbastanza intuitivo e conosciuto nell’esperienza di ognuno, ma ora abbiamo una comprensione molto più precisa in merito alle dinamiche del mondo affettivo.
Ora abbiamo una comprensione supportata dalla scienza, grazie agli studi sullo sviluppo infantile, che hanno definito l’importanza e il ruolo dei bisogni relazionali per la salute mentale; grazie agli studi effettuati dall’approccio sistemico, che hanno evidenziato quanto incida nella vita di ognuno l’intreccio relazionale di cui facciamo parte; grazie agli studi sull’attaccamento che hanno definito la forza del legame e grazie, infine, agli studi nell’ambito delle neuro-scienze che hanno scoperto la stretta relazione tra il “sistema di coinvolgimento sociale” e il “senso di sicurezza”.

Insomma, c’è una scienza dietro la comunicazione affettiva!
Quando riusciamo ad interagire e comunicare in accordo con questi principi, le relazioni non possono che funzionare e svilupparsi al meglio.

Oggi viviamo in un mondo molto particolare, molto ricco, ma con molti contrasti e contraddizioni; certamente abbiamo attualmente una miriade di possibilità in termini di tecnologie, di strumenti, di informazioni e di conoscenze.
Purtroppo, però, il mondo dei rapporti affettivi sta soffrendo particolarmente: molte relazioni sono in crisi o sono intrise di reciproca insoddisfazione, presentano conflitti continui o naufragano facilmente. Oggi, purtroppo, nonostante le incredibili possibilità che il mondo ci offre, c’è un grande senso di solitudine tra le persone…

Eppure, ogni essere umano ha diritto ad essere felice! La qualità della vita dipende sicuramente da tante cose: la salute fisica, la salute mentale, la prosperità, un ambiente ricco e nutriente che ci circonda, ecc. Ma certamente la qualità delle relazioni affettive e significative è ciò che fa un’enorme differenza.
Da qui l’importanza della comunicazione affettiva che, forse più di ogni altra cosa, ci permette di avere e soprattutto di mantenere “relazioni che funzionano”!

 

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