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Si apre l'era delle bambole gonfiabili?


Dott. Danilo Toneguzzi

 

È di pochi giorni fa la notizia(1,2) dell’apertura in Slovenia, a pochi chilometri dal confine con Trieste, di un “Bordel Doll House”, il primo bordello con sole bambole gonfiabili al silicone. La notizia, com’era da aspettarsi, ha avuto una certa rilevanza, non solo perché tutto ciò che c’entra con il sesso fa già notizia di per sé, ma per la novità che tale notizia vorrebbe riportare. In effetti, di novità si tratta: da sempre, infatti, esiste il sesso a pagamento, ma non sembra ci siano, fino ad ora, tradizioni consolidate di sesso a pagamento …con bambole gonfiabili! E come tutte le “novità”, anche questa solleva istintivamente commenti e posizioni personali, tra argomentazioni intellettuali impegnate e battute ironiche obsolete.

Di sicuro, questa novità si presta a qualche riflessione o, per lo meno, stimola qualche interrogativo, fermo restando che ogni interpretazione e ogni posizione personale sono assolutamente legittime e rispettabili, in un ambito, come questo, dove ognuno risponde emotivamente con la sua sensibilità, unica e irripetibile. In ogni caso, la prostituzione continua a fare notizia: si è rinnovata nelle forme e nella considerazione sociale, ma di fatto non sembra aver avuto, nel tempo, grossi periodi di crisi, e non sembra averne nemmeno ora; e in un’ottica puramente di marketing, se un fenomeno non tramonta, significa - come minimo - che risponde ad un bisogno o ad una serie bisogni che non tramontano. Ma quali sono questi bisogni che non tramontano?
Sarebbe, ovviamente, banale riconoscere che la sessualità rappresenta un bisogno che non tramonta: la faccenda è decisamente più complessa e va esplorata all’interno del mondo vasto e sfaccettato come quello dell’intimità fisica e della relazione tra i sessi. Se da un lato possiamo riconoscere che la pornografia e la prostituzione muovono cifre iperboliche di denaro in tutto il pianeta, dall’altro dobbiamo riconoscere evidentemente che la relazione tra i sessi e l’intimità fisico-sessuale rimangono, nella storia umana, un’area dell’esistenza cronicamente irta di difficoltà e di difficile realizzazione.

Gli esperti sociologi da tempo hanno identificato le due tipologie più comuni dei frequentatori del sesso a pagamento. Da un lato, ritroviamo il maschio per il quale la donna è un soggetto irraggiungibile: il maschio timido, che vive un grande senso di impotenza e frustrazione; il maschio sopraffatto dalla paura e da un senso di inferiorità, che sceglie la via facile dell’acquisto, piuttosto che esporsi al rischio di un rifiuto. Dall’altro lato, ritroviamo la seconda tipologia: il maschio per il quale la donna è un oggetto da usare e consumare a proprio piacimento; il maschio che non riconosce la donna come un soggetto con cui relazionarsi alla pari, che prova disprezzo e/o risentimento e che è animato da un senso di superiorità o di rivalsa nei confronti della donna. In modo diverso, ma entrambe queste tipologie manifestano una medesima difficoltà o un’incapacità di instaurare una relazione autentica e paritetica con l’altro sesso.

La domanda, ora, che sorge è: ma quale sarà la tipologia di maschio che è disposto a pagare per avere una relazione con una sexy-doll, con una bambola gonfiabile? In questo scenario erotico non c’è nemmeno più la donna, ma solo una sua immagine, seppure in 3D e toccabile. Un maschio timido? Un maschio sprezzante? Mah… In questo caso, sembra che, più che la paura o il disprezzo nei confronti della donna, ciò che probabilmente attira della bambola gonfiabile sia proprio la “perfezione” dell’oggetto, una sorta di idealizzazione diventata realtà: finalmente “la donna dei sogni” materializzata, che si può vedere, toccare e possedere.

In altri termini, la bambola altro non sarebbe se non la realizzazione del sogno infantile: non è certamente il maschio predatore e possessivo quello che cerca una bambola, e nemmeno il maschio timido e bisognoso di essere accettato, quanto piuttosto il maschio, rimasto bambino, che anela nella fantasia alla donna ideale e che, di fatto, continua a sognare …giocando con le bambole! Non sappiamo realmente come stanno le cose, anche perché, di fatto, ogni storia è a sé; certo che questo scenario è piuttosto disarmante… Ogni lettura o interpretazione è legittima, però dobbiamo prendere atto di un fatto: nessuna attività rimane in piedi se non c’è un mercato; e se il business con le bambole gonfiabili rimarrà in piedi significa che c’è un sufficiente mercato di uomini-bambini disposti a pagare per giocare con le bambole.

E dobbiamo prendere atto anche di un altro fatto: la relazione di coppia, la relazione tra maschile e femminile, l’intimità fisica e la sessualità restano una sfida impegnativa e al tempo stesso una necessità intrinseca nella natura umana, difficilmente negabile, rinunciabile o sostituibile con surrogati; la vulnerabilità imprescindibile dell’intimità la rende difficile da sostenere e al tempo stesso è proprio l’apertura richiesta in quella vulnerabilità che permette di vivere profondamente l’esperienza di contatto e il nutrimento che consegue dalla connessione così speciale come quella della sessualità.

1.https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2020/01/17/news/aperto-a-sesana-il-primo-bordello-con-bambole-gonfiabili-1.38343501
2.https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2020/01/18/news/la-doll-house-di-sesana-il-bordello-che-offre-ai-clienti-le-bambole-gonfiabili-1.38347747

 

Dott. Danilo Toneguzzi

 
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