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Ruoli e posizioni: un breve decalogo


IMPOSTARE UNA RELAZIONE: UN BREVE DECALOGO.
Dott. Danilo Toneguzzi

In alcuni video precedenti ho parlato dell’importanza dei ruoli all’interno delle relazioni affettive e di quanto l’aspetto del ruolo e della posizione che noi assumiamo all’interno di una relazione sia estremamente importante ai fini della buona qualità, del buon funzionamento e del destino stesso della relazione.
Ora vorrei riassumere, in una sorta di decalogo, le considerazioni più importanti, proprio per avere una visione maggiormente completa dell’aspetto legato al ruolo e alla posizione che assumiamo all’interno delle relazioni affettive.

1 - In una relazione ognuno prende un ruolo.
È importante considerare che ognuno, all’interno di una relazione affettiva, assume un ruolo di fondo; è un processo inconscio: ogni volta che noi instauriamo una relazione non possiamo “impostare” la relazione se non da una posizione particolare.

2 - Esistono quattro ruoli di fondo.
I ruoli che noi assumiamo all’interno delle relazioni affettive non sono casuali né infiniti ma riflettono le quattro dinamiche che descrivono il mondo affettivo. Sono come una sorta di codice biologico che è scritto nella nostra natura di mammiferi superiori.

3 - I ruoli devono essere reciproci.
Perché una relazione funzioni ci dev’essere una sorta di reciprocità di ruoli, ovvero il ruolo che io assumo all’interno di una relazione deve accoppiarsi strutturalmente con il ruolo che il mio interlocutore prende all’interno della stessa relazione.
Ad esempio: se io mi metto come figlio nei confronti di qualcuno, il mio interlocutore dovrà porsi come genitore nei miei confronti. Quando questo accade la relazione può funzionare meglio. Se invece il mio interlocutore prende una posizione che non è quella che si accoppia strutturalmente con la mia, ci saranno, molto probabilmente, delle difficoltà od incomprensioni. Ad esempio, se io mi pongo come amico e l’altro si pone come figlio.

4 - I ruoli devono essere adeguati alla tipologia della relazione.
Perché la relazione funzioni i ruoli devono riflettere la dinamica che quel tipo di relazione vorrebbe.
Ad esempio: se io mi rapporto con un figlio è importante che la dinamica sia verticale ovvero che io prenda la posizione genitoriale e il figlio prenda la posizione figliale. Se, tra genitori e figli, instauriamo una relazione come se fossimo degli amici ci saranno sicuramente maggiori probabilità che la relazione non sia del tutto soddisfacente o che vada incontro a delle vere e proprie difficoltà.

5 - Con una persona prevale una dinamica.
Con una persona possiamo instaurare di fondo una dinamica prevalente.
A volte succede, però, che le relazioni siano miste. Ad esempio: sono amico di un mio amico ma lavoriamo anche insieme, nel senso che lui è il mio datore di lavoro.
In questo caso le dinamiche (relazione di amicizia e relazione di dipendenza professionale) non collimano precisamente e, delle due relazioni, ci sarà una che è prevalente e in primo piano rispetto all’altra.
Normalmente la regola vuole che la relazione che è in secondo piano tenderà a soffrire maggiormente.

6 - Ogni relazione è limitata.
Se, di fondo, ci sono quattro dinamiche affettive prevalenti, possiamo considerare e dobbiamo, quindi, riconoscere che ogni relazione è, di per sé, limitata, nel senso che con una persona io posso instaurare una tipologia prevalente di relazione: con quella persona, quindi, posso soddisfare una aspettativa di fondo.
È impensabile pensare che un nostro interlocutore possa essere al tempo stesso genitore, possa essere amico, possa essere anche partner oppure anche un cucciolo che si lascia guidare e sostenere.

7 - Ogni relazione è un’opportunità.
Se è vero che ci sono quattro relazioni e quattro dinamiche di fondo, e se è vero che ogni relazione è quindi limitata nel senso che un interlocutore può assolvere a una aspettativa principale, è altrettanto vero che ogni relazione ci permette di crescere su specifiche qualità.
Ad esempio, nella relazione filiale noi possiamo crescere nel nostro senso di affidamento e di far riferimento a qualcuno.
Nella relazione genitoriale noi possiamo crescere nel nostro senso di responsabilità nei confronti di qualcuno.
Nella relazione di uguaglianza noi possiamo crescere nel senso di condivisione e di far parte della stessa relazione.
Nella relazione di complementarietà, infine, noi possiamo crescere nel senso del fare insieme e nel generare insieme a qualcun altro.

8 - Necessità di avere relazioni di ogni tipologia.
Da tutto quello che abbiamo detto ne deriva che per il benessere affettivo sarebbe meglio che nella nostra vita avessimo relazioni di tutti e quattro i tipi: quindi, relazioni con qualcuno a cui ci possiamo appoggiare, relazioni con qualcuno di cui noi ci prendiamo carico, relazioni con cui noi scambiamo e condividiamo e relazioni con cui creiamo e generiamo insieme.

9 - In ogni tipologia di relazione c’è una forma di amore.
In ognuna di queste dinamiche noi possiamo provare dei sentimenti teneri, possiamo provare dei sentimenti di benevolenza e amorosi, possiamo provare amore per un genitore, possiamo provare amore per un figlio così come possiamo provare amore per un amico o per un partner.
È come se non ci fosse un unico amore ma ci siano forme di amore differenti: nelle nostre dinamiche affettive, possiamo riconoscere, quindi, che non c’è un amore più importante di un’altro ma quando le nostre relazioni si espandono in tutte e quattro le direzioni ecco che il nostro cuore può vivere l’amore in un senso pieno e compiuto.

10 - Un augurio…
Non è tanto una considerazione quanto piuttosto un augurio.
L’augurio è quello di espandere e di crescere in tutte e quattro le dinamiche affettive con le loro differenze e con le loro caratteristiche in maniera tale che il mondo affettivo di ognuno possa essere più pieno e più soddisfacente possibile.
E sopratutto in maniera tale che tutte possano diventare relazioni che funzionano.

 

 

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