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Ciò che fa la differenza nella vita


Dott. Danilo Toneguzzi

 

Tutti cercano sostanzialmente due cose: cercano di stare bene e cercano di essere felici. Magari ognuno cerca queste due cose in modi molto diversi, ma alla base della maggior parte dei comportamenti umani c’è proprio la ricerca del benessere e della felicità. In realtà, queste spinte non sono sempre chiare e consapevoli, perché spesso gli individui si muovono sull’onda del disagio e della sofferenza, oppure cercano di stare dietro agli eventi, ai problemi o agli impegni, senza nemmeno chiedersi che senso abbia tutta la fatica che è richiesta.

Ma è possibile star bene? E, soprattutto, è possibile essere felici? A qualcuno, purtroppo, sembrano obiettivi impossibili; purtroppo, quello che nessuno ci spiega bene è che benessere e felicità sono due cose diverse e si ottengono in due modi completamente diversi: per questo c’è confusione, per questo c’è frustrazione e per questo c’è sfiducia. Tutte le proposte culturali, la pubblicità, quello che la nostra società ci offre e ci mostra come modello sostanzialmente promettono benessere e felicità; ma sappiamo dall’esperienza che non sempre quello che facciamo per stare bene e per essere felici funziona: proprio perché sono due fenomeni completamente diversi. Pensiamo, ad esempio, a quanti soldi si spendono nella speranza che ci facciano stare bene: il nuovo telefonino, il nuovo vestito, il nuovo viaggio, la nuova macchina, la nuova dieta; tutte cose buone in sé, ma che non sempre ripagano l’aspettativa di benessere e soprattutto di felicità. Senza parlare di tutti i soldi buttati via in sciocchezze, sempre per la stessa aspettativa.


Benessere
e felicità sono due cose diverse. Infatti non è raro incontrare qualcuno che ci dice di stare bene ma di essere - sotto sotto - infelice; così come abbiamo esperienza oppure vediamo in alcune situazioni qualcuno che è veramente felice anche se però non sta poi così tanto bene. Quindi è importante distinguere queste due condizioni.


E la differenza consiste sostanzialmente nel fatto che il benessere deriva dalla soddisfazione dei nostri bisogni, mentre la felicità deriva da qualcos’altro. Ognuno di noi ha dei bisogni, da quelli più fisiologici, fino ai bisogni più psicologici e di realizzazione; e dobbiamo “fare delle cose”, abbiamo bisogno di “qualcosa” per avere la soddisfazione dei nostri bisogni. Cioè, la soddisfazione del bisogno è sempre legata a un “qualche cosa”, ad un “oggetto” che ci permette di essere soddisfatti su quel bisogno.


Ma la felicità, invece, non dipende da alcun oggetto: questo è il motivo per cui a volte si dice “i soldi non danno la felicità, o “una bella casa non da la felicità”. Non c’è “qualche cosa” che ci garantisce la felicità perché la felicità non dipende dalla soddisfazione dei bisogni, ma la felicità dipende da uno “stato di sintonia” con qualcuno o con qualche cosa. La felicità dipende da uno “stato di connessione” con qualcuno o qualcosa: questa è la profonda differenza!


Quindi, per poter stare bene abbiamo bisogno di identificare i nostri bisogni e le nostre necessità, e provvedere con qualcosa che soddisfi i bisogni e le necessità. Nella condizione di felicità - invece - non c’è nulla di fatto che possiamo avere che ci permetta di soddisfare un bisogno, perché la felicità è, invece, “l’esperienza” di sentirsi in sintonia e connessi. Un buon esempio per capire questo è, ad esempio, immaginare due persone innamorate: cosa fanno due persone innamorate? Anche nulla: si guardano negli occhi, stanno in quello stato di connessione, di riconoscimento reciproco, di sintonia, e sono felici per questo. Come se, in realtà, non si scambiassero nulla; non c’è nessun oggetto che viene scambiato: ma è proprio l’esperienza del sentirsi connessi che è appagante di per sé e che rende i due innamorati profondamente felici. Ora quindi, questa è la differenza sostanziale: il benessere deriva da una soddisfazione dei bisogni mentre la felicità deriva da uno stato di link, di connessione.


Qual è il denominatore comune? Sia per soddisfare i nostri bisogni che per essere felici, è necessario saper gestire bene le relazioni. Perché sempre di relazioni si tratta! Per stare bene, infatti, se vogliamo provare il senso del benessere, sarà molto importante relazionarci con gli altri e con il mondo in maniera efficace per poter soddisfare i nostri bisogni. Per essere felici, poi, sarà invece importante essere in grado di entrare in sintonia: per poter essere felici dobbiamo saper gestire le nostre relazioni, soprattutto, quelle importanti, per sentirci connessi. Quindi, benessere e felicità sono due desideri profondi di ogni essere umano. Il benessere deriva dalla soddisfazione dei bisogni, la felicità deriva da uno stato di connessione.


Volendo approfondire un po’ di più cosa significa “stato di connessione” è importante sapere che si può manifestare su livelli diversi: prima di tutto possiamo perseguire uno stato di connessione e sintonia con noi stessi. Questo significa riconoscere tutte le varie parti di noi, riconoscere anche i difetti, le aree che non ci piacciono tanto e, in qualche modo, entrare in uno stato di comprensione e accettazione di queste parti. Proprio per poter avere una sensazione di compagnia benevola nell’essere con noi stessi.


Ma la connessione con noi stessi non è l’unica possibile connessione che noi possiamo avere; anche gli altri, infatti, sono fondamentali per questo: oltre al link con noi stessi - oltre che alla connessione con noi stessi - possiamo coltivare anche il senso di connessione con gli altri. Questo significa coltivare le nostre relazioni affettive, coltivare la sintonia, coltivare il potersi riconoscere reciprocamente, capirci reciprocamente e costruire una rete di relazioni nelle quali possiamo sentirci sufficientemente legati e riconosciuti.


Oltre a questo, anche ciò di cui noi ci occupiamo, il nostro lavoro, le varie occupazioni che abbiamo nella giornata creano un mondo con il quale possiamo sentirci connessi, in armonia oppure no. Quindi oltre alla connessione con noi stessi, alla connessione con gli altri sarà importante cercare di entrare in sintonia e di coltivare uno stato di connessione con l’ambiente e con le nostre occupazioni.


Infine, un ultimo aspetto importante per poter avere quello stato di connessione che ci rende felici sarà anche quello di perseguire la sintonia con il nostro ambiente di riferimento, con la natura e con il pianeta stesso. Il senso di connessione può manifestarsi in tutti questi aspetti che, quindi, nel loro complesso, ci portano a sentirci sempre più felici.


Per la qualità della nostra vita, quindi, ciò che fa la differenza sono le relazioni che caratterizzano la nostra realtà personale. Migliori sono le nostre relazioni, e più facile diventa essere soddisfatti ed essere felici. Migliori sono le nostre relazioni, e migliore sarà la qualità della nostra vita. Dove ha senso mettere l’attenzione, quindi? È ovvio! Per migliorare la qualità della nostra vita possiamo mettere l’attenzione su tantissime cose, ma sarà fondamentale non trascurare le nostre relazioni. Ha senso coltivarle e renderle sempre più funzionali e gratificanti.


Negli ultimi decenni, per fortuna, si è perfezionata la scienza dei rapporti umani: ora si conoscono bene tutti quegli aspetti e tutti quei principi che garantiscono il buon funzionamento di una relazione. Quindi se desideriamo veramente migliorare in modo significativo la qualità della nostra vita, ora sappiamo anche come: il punto di partenza è quello di rimettere al centro la relazione e di riconoscere il valore delle relazioni, con noi stessi, con gli altri e con il mondo, come parte fondamentale della nostra stessa esistenza.

 

Dott. Danilo Toneguzzi

 

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